mercoledì 19 dicembre 2007

Cosa bolle in pentola

Il 15 Dicembre è passato, ma ancora i turni di Gennaio non sono stati ufficializzati; a Roma si susseguono incontri su incontri (naturalmente informali) ma nessuna novità emerge.
Con questo comunicato intendiamo informare tutti sullo stato attuale della situazione, in quanto riteniamo che la mancanza di notizie da una parte generi inquietudine e dall'altra induca in facili deduzioni (quando non addirittura strumentalizzazioni), spesso errate.
Facciamo un passo indietro: il 15 Ottobre 2007 è stato siglato un “Protocollo di Intenti” che prometteva di gettare le basi per un rapido rinnovo (addirittura entro il 2007!) del Contratto in scadenza.
Da allora le commissioni istituite per redigere il nuovo articolato contrattuale non sono state mai convocate; tutto tace.
Enav cerca di prendere tempo, ma l'anno nuovo incombe e bisogna programmare i turni del primo trimestre 2008; a metà Dicembre Enav ci propina “intanto” una proroga dei turni in essere fino al 31 Gennaio 2008 (senza specificare, ad esempio, quale comportamento sarà adottato verso coloro i quali hanno dato l'indisponibilità a superare le 120h/30gg).
E noi non ci stiamo assolutamente. Ma per chi ci avete preso?
Non si parla di orario di lavoro se contestualmente non iniziamo a parlare di Articolato Contrattuale, di Ordinamento Professionale, di Neoassunti, di Personale Quadro, di Personale EAV, di Technosky.
Noi non ci caschiamo, cara Enav.
La verità è che Enav ha una difficoltà intrinseca a rinnovare il contratto.
Ha difficoltà perché sa bene che c'è una valanga di domande di pensionamento ad attendere tale rinnovo e, guarda un po', non si sa come rimpiazzare i CTA anziani.
Signori, ci troviamo di fronte a una situazione di vera emergenza.
Il traffico ha deciso di aumentare del 6-7 percento all'anno, bisogna aprire nuovi settori per gestirlo e, grazie a una folle non-pianificazione del personale, non ci sono e non ci saranno i controllori per farlo.
Altro che 120 ore! Altro che 152 ore! Enav vorrebbe che ne facessimo ancora di più!
Follia. Follia pura.
Il limite di 152h/30gg è per noi un numero scritto dalla folgore nella roccia.
Non accetteremo mai di aumentare la resa oraria massima. Mai.
Non accetteremo mai di lavorare le stesse ore per meno soldi. Mai.
C'è chi vorrebbe aumentare la resa oraria di primo livello rinunciando a parte della paga a tabella, giustificando tale rinuncia con la “certezza dello stipendio” la “de-cottimizzazione” del nostro lavoro e tanti altri fantasmagorici vantaggi; quello che non dicono è che il vantaggio maggiore lo incasserebbero coloro i quali si accingono ad andare in pensione.
Il nuovo contratto però se lo lavorerà chi rimane, non chi se ne va.
Non scherziamo.
Modificare la resa oraria minima, viste le condizioni in cui versa l'Azienda non è certo una conquista, semmai è una concessione che potremmo decidere di prendere in considerazione valutando cosa ci viene offerto in cambio.

Il resto è solo fumo negli occhi.

I nostri obiettivi per il nuovo contratto li abbiamo stabiliti collegialmente a Spoleto e intendiamo perseguirli.
Gli accordi in vigore ci impongono di “non attivare sino a tutto il 31 gennaio 2008 alcuna iniziativa di natura conflittuale”?
Va bene, NOI rispettiamo quel che firmiamo.
Passi anche che il mese prossimo si vada in proroga di questi turni, visto che molti colleghi hanno già organizzato le proprie festività in base ad essi (anche se restano alcune perplessità, come accennato sopra).
Ma se il 15 Gennaio non avremo i turni del mese successivo sviluppati secondo criteri concordati tra le parti, allora sì che si prevede... TURBOLENZA SEVERA ! ! !

domenica 16 dicembre 2007

Report Riunione 13 dicembre 2007

Il giorno 13 dicembre 2007, le organizzazioni sindacali locali sono state convocate dalla locale direzione per discutere delle turnazioni gennaio-marzo 2008.

"Un imprevisto problema operativo" e, forse, il contestuale incontro tra le organizzazioni sindacali nazionali ed Enav per discutere dell'orario, ha costretto il Direttore ad interrompere la riunione e a rimandarla a data da destinarsi.

Tale nuova riunione dovrebbe comunque avvenire a breve viste le scadenze contrattuali legate alla pubblicazione dei turni.

Quanto ai futuri turni non abbiamo, quindi, niente da dire al momento; speriamo di poter informare tutti noi (siamo tutti sulla stessa barca) al più tardi, entro martedì prossimo circa lo sviluppo del turno a venire.

Una cosa è stata comunque garantita, cioè la continuazione del presente turno fino alla prima settimana di gennaio in modo da salvaguardare le ferie legate all'epifania.

sabato 8 dicembre 2007

Layout e fabbisogno di Milano ACC

Venuti a conoscenza di un documento che stabilisce a 218,6 unità il fabbisogno di Milano ACC, si invia alla Funzione Relazioni Industriali, che lo ha prodotto, una veemente rettifica, cogliendo l'occasione per fare alcune puntualizzazioni.

Gentile Dottor Amorosi,
è giunto alla nostra attenzione un documento, emesso dal Suo ufficio e datato 15/11/2007, in cui è riportato che le risorse umane necessarie per adempiere alle necessità della sala operativa di Milano ammonterebbero a un totale di 218,6 unità (174,9 più 43,7 per le ferie), inclusi i Supervisori e i Capisala.
Ci duole informarla che tali cifre non sono corrette, o meglio non lo sono più da ormai diversi anni.
Pare infatti evidente che il Suo ufficio non sia stato informato dell'apertura a Milano di due nuovi settori, il CEN (H16) e il TWN (H14).
Inserendo nel layout questi due nuovi settori, con ovviamente il relativo relief (secondo Accordo Quadro del 10/04/2004), potrà constatare che il personale necessario a Milano ACC è di 241,6 unità (nelle pagine seguenti può verificare il nostro calcolo dettagliato).
Siamo fiduciosi che l'episodio sia stato dovuto a una semplice svista, e certi che si adopererà in prima persona affinché una rettifica venga emessa quanto prima verso tutti gli uffici interessati.
Vorremmo comunque cogliere l'occasione per puntualizzare alcuni dettagli:
  • Onde evitare ulteriori future dimenticanze, le ricordiamo che è già in essere una nostra richiesta per aumentare a quattro il numero di settori EXE1 in orario H24, richiesta che auspichiamo venga accolta entro l'inizio della prossima turnazione estiva.
  • La semplice divisione per 134 del monte ore totale dà un preciso risultato numerico delle unità necessarie, ma non tiene conto delle singole abilitazioni d'ente; la continua assegnazione di personale non stanziale a Milano ACC ha come effetto principale la carenza di organico nella squadra EXE2 e un imbarazzante esubero in quella APP.
  • La quota del 25% per soddisfare la richiesta di ferie si è dimostrata ampiamente inadeguata per le esigenze del nostro Centro, a causa dell'alto numero di congedi parentali dovuti alla giovane età anagrafica del nostro personale, altro effetto dell'alta mobilità geografica che ci caratterizza.
  • L'esperienza del 2003 della selezione riservata a residenti nelle regioni del nord Italia ha giovato particolarmente al Centro di Milano, ma purtroppo tale iniziativa non è stata più ripetuta; nell'auspicare un cambio di tendenza in questo senso, è troppo chiedere intanto che quantomeno i milanesi che terminano i corsi di formazione vengano assegnati a Milano?
Certi di un celere e positivo riscontro, porgiamo i nostri più cordiali saluti.


mercoledì 5 dicembre 2007

Report Riunione 03/12/2007

Il 3 dicembre ha avuto luogo una riunione indetta dalla locale Direzione per discutere dell'impatto che la normativa sulla mobilità geografica genera sulle liste degli addestramenti a Milano.
L'attuale normativa sulla mobilità geografica, elaborata e concordata a livello centrale da Enav ed organizzazioni sindacali nazionali, mal si adatta alle esigenze del centro di Milano ACC.
Secondo tale regolamentazione, che può a nostro avviso dare adito a diverse interpretazioni, la presentazione della domanda di trasferimento preclude ogni altra specifica professionalità istituita od istituenda (art. 7.2).
In altri casi pone dei limiti di permanenza nell'impianto qualora venga acquisita una determinata professionalità, ad esempio la qualifica OJTI (art. 7.3).

7.2 Il personale che presenterà domanda di mobilità, non potendo garantire certezza e continuità d’impiego presso l’ente d’appartenenza:
  • sarà escluso dalla possibilità di essere nominato e di partecipare a selezione per Supervisore operativo, Capo sala operativo, Istruttore, Responsabile/Capo turno, Standardizzatore ed ogni altra specifica professionalità attuale o istituenda chiamata ad operare presso l’impianto d’appartenenza, nessuna esclusa;
  • sarà escluso dall’invio a corsi di professionalizzazione avanzata disposti per le necessità dell’impianto d’appartenenza (a mero titolo esemplificativo MEDID, Sicurezza Volo, OJTI ed altri equivalenti).
7.3 Il personale che sarà nominato Responsabile/Capo turno, certificato MEDID, Sicurezza volo, OJTI, ATFM Manager ed altri equivalenti dovrà permanere sull’impianto per altri tre anni.

Il problema dell'interpretazione della frase di cui sopra ha ricadute di tipo pratico sulle liste del personale in lista di trasferimento e in procinto di iniziare un ulteriore iter addestrativo.
Se il significato attribuibile a questa frase includesse anche gli addestramenti, allora la normativa nazionale precluderebbe a chi ha presentato domanda di trasferimento di essere incluso nelle liste di addestramento.
Ciò che la locale Direzione vuole scongiurare è la professionalizzazione di persone che, in virtù di un legittimo provvedimento di trasferimento, non garantirebbero al Centro di Milano il ritorno delle energie profuse nel corso dell'addestramento stesso.
La questione è complessa e articolata: è giusto che chi lavora al centro di Milano viva costantemente una situazione di emergenza che non permette quasi mai la fruizione di ferie al di fuori dei periodi garantiti, che non permette di effettuare i corsi di inglese come previsto da contratto, né attività internazionale come i nostri colleghi romani?
Di contro, è legittimo che chi regolarmente presenta domanda di mobilità venga penalizzato nelle proprie aspirazioni professionali?
Certo è che localmente non si può derogare dalla normativa nazionale.
La Direzione aveva perciò convocato le Organizzazioni sindacali locali allo scopo di addivenire ad una proposta congiunta tra sindacati e Direzione da sottoporre a livello centrale al fine di ratificare una eventuale modifica e/o interpretazione dei punti ”oscuri”.
Purtroppo, la riunione si è risolta in un nulla di fatto a causa della distanza tra le diverse interpretazioni portate al tavolo della trattativa dalle diverse OOSSLL.
Noi siamo consci che il problema nasca da scellerate politiche e mancata pianificazione del personale che ENAV pone in essere; siamo però altrettanto consci che non possiamo sempre rifugiarci dietro soluzioni populiste, dire sì a tutti e rifiutare di scegliere: noi scegliamo, quanto alla proposta da riferire nelle sedi opportune, il bene del Centro di Milano e di chi ivi rimarrà per sempre (o almeno per un congruo numero di anni).
Non intendiamo procacciare tessere, sebbene siano queste a legittimarci.
Rispettiamo comunque le motivazioni di chi la pensa diversamente da noi e speriamo di poter trovare un giusto compromesso che, almeno questa volta, non penalizzi come nel passato chi vive, lavora e decide di restare a Milano.

Sostituzione Schermi CDS2000

Segue testo della lettera inviata alla Direzione e al capo dell'Ufficio Esercizio riguardo l'ormai insopportabile inadeguatezza dei vecchi schermi CDS2000.

Oggetto: Sostituzione schermi CRT-CDS2000.

La scrivente Federazione intende informare la spettabile Direzione che sta ricevendo con sempre maggiore frequenza lamentele da parte del personale riguardo il degrado della presentazione degli schermi CRT-CDS2000 ancora presenti nella sala operativa.
Se da un lato chiediamo quindi lumi riguardo alla tempistica prevista per la totale sostituzione di essi con i nuovi LDC-BARCO, dall'altra non possiamo non ricordare alla Direzione che la sala Disaster Recovery dispone di numerosi schermi di ultima generazione, installati e funzionanti, al solo scopo di back-up, mentre sarebbe certo più onorevole un loro utilizzo in prima linea nella sala operativa.
Chiediamo quindi, qualora la sostituzione dei vecchi schermi non preveda una tempistica immediata o comunque a breve termine, che la Direzione prenda in seria considerazione la possibilità di spostare gli schermi LCD-BARCO dalla sala Disaster Recovery alla sala operativa e sostituirli con i CRT-CDS2000.
Certi di un celere e positivo riscontro, porgiamo i nostri più cordiali saluti.